S. Lorenzo in Lucina

La basilica di San Lorenzo in Lucina sorse nel IV secolo, sulla residenza dell'omonima matrona romana, dove permise ai primi cristiani convertiti dal paganesimo di incontrarsi per pregare. La domus fu consacrata poi a luogo di culto ufficiale nell'anno 440 da papa Sisto III, per essere poi ricostruita sotto papa Pasquale II fino al completamento nel 1130. Verso la metà del XVII secolo, l'interno fu completamente trasformato da Cosimo Fanzago, che trasformò la chiesa a navata unica e ridusse le navate laterali a cappelle, divenute poi gentilizie e concesse a varie famiglie. Un ulteriore restauro fu condotto nella seconda metà del XIX secolo, durante il quale furono rimosse, per ordine di Pio IX, le decorazioni barocche della navata e sostituite dagli affreschi di Roberto Bompiani che si vedono tutt'ora (2012); fu risparmiato soltanto i

Facciata [modifica]

La facciata della chiesa presenta ampio portico, decorato da sei colonne in granito, con capitelli e basi, sormontate da un architrave realizzata da un enorme colonna antica scanalata. Alla sua destra, in posizione arretrata, s'innalza un campanile romanico a cinque ordini. Nella parte centrale della facciata, sotto il timpano triangolare, vi sono al centro il rosone e, ai suoi lati, due finestre rettangolari barocche.

La basilica, che originariamente si presentava nel suo interno a tre navate, oggi è a navata unica con quattro cappelle per lato che conducono all'altare maggiore, su cui vi è la tela del Crocifisso di Guido Reni. La sua composizione oggi è data per proporre al fedele un percorso teologico spirituale,attraverso tre itinerari specifici:

  • il primo è quello cristologico: partendo dalla prima cappella a sinistra , vi si trova il battistero dove vi è raffigurato il battesimo del Cristo, in rappresentazione della sua nascita. Si passa poi alla meditazione della fine del percorso terreno di Gesù, con la crocifissione ben rappresentata sulla pala centrale, opera del Guido Reni, posta sopra l'altare disegnato da Carlo Rainaldi nel 1169. Ed infine si ha l'ascensione del Salvatore rappresentata sul tetto tutto lavorato in legno a cassettoni, dove è dipinto Cristo con papa Damaso I, San Lorenzo e la matrona Lucina.
  • Nel secondo itinerario viene invece proposta la figura della Madonna. Questo attraverso la rappresentazione della sua nascita (tra l'altro raccontata solo nei vangeli apocrifi ), dell'Annunciazione, della presentazione al tempio ed infine nella cappella più titolata, quella dell'Immacolata Concezione.
  • Il terzo è il percorso laurentino, ovvero quello dedicato a San Lorenzo martire, patrono della basilica. Entrando nella prima cappella a destra sono raffigurati su tre tele i momenti salienti della vita del santo e nell'altare in basso sono conservate le catene che servirono ad imprigionarlo. Mentre proprio sotto l'altare centrale viene conservata la graticola dove ne subi' il martirio.

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